Nel periodo estivo molte imprese concentrano la propria attenzione sulla continuitร  delle spedizioni, rinviando alla ripresa delle attivitร  alcune verifiche essenziali in materia di compliance doganale.

Tra queste assume particolare rilievo il controllo delle dichiarazioni rilasciate dai fornitori a supporto dellโ€™origine preferenziale delle merci.

Il ruolo delle dichiarazioni dei fornitori

Quando un esportatore rilascia una prova di origine preferenziale โ€” ad esempio una dichiarazione di origine su fattura, una dichiarazione REX, oppure richiede il rilascio di un certificato EUR.1 โ€” รจ responsabile della correttezza dellโ€™origine dichiarata e deve essere sempre in grado di dimostrarla mediante unโ€™adeguata documentazione giustificativa.

Le dichiarazioni dei fornitori costituiscono uno degli elementi probatori fondamentali a supporto dellโ€™origine preferenziale e, affinchรฉ possano essere utilizzate, devono rispettare i requisiti previsti dal Codice Doganale dellโ€™Unione e dalle relative disposizioni di attuazione.

In particolare, devono contenere tutti gli elementi richiesti dalla normativa, quali lโ€™identificazione del fornitore, la descrizione delle merci, lโ€™indicazione dellโ€™origine preferenziale, il riferimento agli accordi applicabili, la data di emissione, lโ€™eventuale periodo di validitร  e le ulteriori informazioni richieste dalla disciplina unionale.

La loro efficacia dipende inoltre dalla capacitร  del fornitore di dimostrare, in caso di controllo, che le merci soddisfano effettivamente le regole di origine preferenziale applicabili.

I rischi derivanti da una documentazione non aggiornata

Dichiarazioni non aggiornate, documentazione incompleta o modifiche intervenute nel ciclo produttivo possono compromettere la validitร  dellโ€™origine preferenziale e determinare conseguenze rilevanti.

Qualora, infatti, lโ€™autoritร  doganale del Paese importatore accerti che lโ€™origine preferenziale dichiarata non รจ corretta, puรฒ revocare il trattamento tariffario preferenziale, richiedere il pagamento dei dazi ordinari (MFN), applicare interessi e le eventuali sanzioni previste dalla normativa nazionale.

Nella prassi, il primo soggetto chiamato a sostenere tali oneri รจ generalmente lโ€™importatore, con possibili ripercussioni sul rapporto commerciale attraverso richieste di rimborso, contestazioni contrattuali, perdita di fiducia e, nei casi piรน gravi, lโ€™interruzione della collaborazione.

Anche lโ€™esportatore puรฒ essere ritenuto responsabile delle dichiarazioni rilasciate in assenza di adeguate prove documentali. Le conseguenze possono comprendere contestazioni da parte dellโ€™autoritร  doganale, sanzioni amministrative e, nei casi previsti dalla legge, responsabilitร  di natura penale, oltre alla possibile revoca delle autorizzazioni doganali (quali Esportatore Autorizzato o Esportatore Registrato) e a eventuali ripercussioni sullo status AEO.

Unโ€™attivitร  di verifica che tutela lโ€™impresa

Lโ€™origine preferenziale non rappresenta un mero adempimento documentale, ma un processo che richiede verifiche periodiche, controllo della filiera e costante aggiornamento delle evidenze documentali.

Effettuare queste verifiche prima della ripresa dei flussi commerciali consente di prevenire contestazioni, ridurre il rischio economico e rafforzare lโ€™affidabilitร  dellโ€™impresa nei rapporti commerciali internazionali.

Irene Consulting affianca le aziende nella verifica dellโ€™origine preferenziale, nellโ€™analisi della documentazione e nellโ€™implementazione di procedure conformi alla normativa unionale, trasformando la compliance doganale in uno strumento di tutela e di valore per lโ€™impresa.

Per approfondire le esigenze della vostra azienda e verificare la corretta gestione dellโ€™origine preferenziale, รจ possibile prenotare una consulenza personalizzata.